Croazia e Portogallo si affrontano in un thriller a eliminazione diretta dei sedicesimi di Coppa del Mondo, in cui il sogno di una squadra ai Mondiali dipende dalla vittoria sull'altra. Luka Modric e Cristiano Ronaldo, entrambi 41 anni, guideranno le rispettive nazioni in una partita che funge anche da provino d'addio per uno di loro. I sedicesimi di finale mettono la Croazia, terza classificata in Europa, contro il Portogallo, nona classificata, in uno scontro che garantisce la fine alla corsa di una leggenda della Coppa del Mondo.
La Croazia, seconda classificata nel 2018, ha superato il turno vincendo 4-1 sul Canada nella prima partita, prima di perdere 1-0 contro l'Argentina nella seconda partita della fase a gironi. Il Portogallo, guidato dalla doppietta di Ronaldo nella vittoria per 3-0 sul Ghana nella fase a gironi, ha vinto il Gruppo B con un pareggio contro l'Uruguay e una sconfitta contro la Corea del Sud. Il pareggio dei sedicesimi significa che il perdente uscirà immediatamente, mentre il vincitore avanzerà per affrontare Francia o Polonia agli ottavi.
Il calcio d'inizio è fissato per le 16:00 ora locale al Lusail Stadium in Qatar, lo stesso luogo in cui l'Argentina alzò il trofeo quattro anni fa. La partita è una rivincita degli ottavi di finale del 2022, quando il Portogallo sconfisse la Croazia 6-1 in una partita che vide Ronaldo segnare due volte e realizzare altri due gol. Questa volta la posta in gioco è la sopravvivenza, non lo stile.
Il vantaggio psicologico derivante da quella sconfitta permane, ma la Croazia arriva con un’identità tattica forgiata nelle avversità, qualcosa che il nucleo che invecchia del Portogallo deve ora affrontare. La partita di scacchi tattica si estende oltre le icone fino alle sale macchine dove verrà dettato il ritmo del torneo. La forza della Croazia risiede nella sua capacità di soffocare gli avversari attraverso il controllo del centrocampo, una strategia che richiede un’immensa resistenza da parte dei suoi veterani.
Il Portogallo, al contrario, possiede il ritmo esplosivo per punire gli errori difensivi, ma è apparso vulnerabile quando costretto a rincorrere il gioco. Lo scontro di filosofie – il metodico possesso palla della Croazia contro le rapide transizioni del Portogallo – probabilmente dipenderà da quale parte imporrà per prima la propria volontà fisica, soprattutto nell’umidità drenante di Lusail. La storia suggerisce che il sentimento non trova posto nel calcio a eliminazione diretta, e il peso dell’eredità spesso pesa più di quello degli avversari.
La Croazia ha aperto la strada verso la finale nel 2018 con la resilienza nei tempi supplementari, una forza mentale che dovrà fare appello se la partita rimane in stallo fino a tardi. Il Portogallo arriva con la potenza di fuoco per aprire presto la partita, ma le recenti incoerenze difensive offrono un barlume di speranza per una squadra croata specializzata nello sfruttare il panico. Questa dinamica pone le basi per una narrazione in cui la disciplina tattica deve prevalere sull’attaccamento emotivo alle icone in campo.
Le reazioni post-partita dipenderanno dalla maestria di Modric a centrocampo o dall’istinto del gol di Ronaldo a far pendere l’ago della bilancia. Il tecnico della Croazia Zlatko Dalić ha privilegiato la preparazione piuttosto che la nostalgia, definendo la partita come una prova di resilienza collettiva piuttosto che come un tributo alle eredità individuali. Il Ct del Portogallo Roberto Martínez ha ribattuto posizionando la partita come un'opportunità per onorare entrambi i veterani avanzando insieme, una narrazione che rischia di sottovalutare la spietatezza necessaria per sopravvivere.
Cosa accadrà dopo: il vincitore affronterà la vincitrice degli ottavi di finale tra Francia e Polonia il 5 dicembre, mentre il perdente uscirà dal torneo e probabilmente concluderà il suo ciclo di Coppa del Mondo. Per il vincitore, il percorso diventa più ripido ad ogni round, ma il sollievo immediato di avanzare potrebbe fornire lo slancio necessario per lottare per il titolo. Leggi su The 42 (Ireland)