Svizzera: da squadra organizzata a vera minaccia nel 2026
Con Xhaka e Akanji, la Svizzera cerca di avanzare agli ottavi con sangue nuovo e talenti d'élite.

La Nazionale svizzera di calcio arriva ai Mondiali 2026 con un'identità rinnovata, lontana dai vecchi stereotipi di una squadra ordinata e prevedibile. Con una base di giocatori esperti nei maggiori campionati europei, come Granit Il nucleo del progetto è formato da veterani che hanno lasciato il segno in campionati come Bundesliga, Premier League e Serie A. Xhaka, con la sua visione di gioco e leadership, e Akanji, difensore di altissimo livello, sono pilastri di una generazione che ha già dimostrato di saper competere su palcoscenici internazionali.
La sua presenza permette a giovani come Ndoye (attaccante in ascesa) e Manzambi (centrocampista con potenziale) di crescere senza la pressione tipica dei vertici. I commenti di allenatori e analisti hanno indicato che la combinazione di esperienza e freschezza potrebbe fare la differenza. Secondo fonti vicine al progetto, la mentalità collettiva è cambiata: non è più una squadra che si accontenta di evitare di perdere, ma piuttosto un gruppo con l'ambizione di avanzare oltre i turni precedenti.















