
Olimpiadi invernali: Alpi francesi 2030 e Salt Lake City 2034, il Cio accelera
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Dopo quattro anni di assenza, i pattinatori russi e bielorussi gareggeranno nuovamente a livello internazionale sotto una bandiera neutrale entro la fine dell'anno, a partire da Milano-Cortina 2026.

I pattinatori russi e bielorussi torneranno alle competizioni internazionali con uno status neutrale entro la fine del 2025, ponendo fine a un’esclusione di quattro anni innescata dalle sanzioni geopolitiche. L’International Skating Union (ISU) ha confermato la tempistica a seguito della decisione storica di concedere rare iscrizioni neutre alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Due pattinatori russi hanno già gareggiato in modo neutrale a Milano-Cortina, segnando la prima crepa nell’embargo sportivo post-2022.
La mossa dell’ISU riflette un cambiamento calcolato, bilanciando la pressione delle federazioni di pattinaggio desiderose di ripristinare la piena partecipazione contro le sanzioni in corso legate alla guerra della Russia in Ucraina. Secondo il nuovo quadro, gli atleti di entrambi i paesi gareggeranno come “atleti neutrali individuali”, indossando uniformi prive di simboli nazionali e esclusi dall’esposizione sul podio di inni o bandiere nazionali. L’ISU ha fissato la scadenza del 31 dicembre 2025 affinché le federazioni possano presentare i roster a queste condizioni.
Questa sequenza temporale si allinea con il ciclo olimpico più ampio, garantendo agli atleti percorsi chiari per qualificarsi per Milano-Cortina 2026 senza interrompere i calendari delle competizioni esistenti. La decisione mette in luce anche profonde divisioni all’interno della comunità del pattinaggio. Le federazioni dell’Europa occidentale e del Nord America hanno ampiamente sostenuto il ritorno, sostenendo che gli atleti non dovrebbero essere puniti per le azioni dei loro governi.
Al contrario, le federazioni dell’Europa orientale, in particolare quelle delle nazioni confinanti con la Russia, si sono opposte, citando preoccupazioni sulla percezione della normalizzazione dell’aggressione. Il compromesso dell’ISU riflette la difficoltà di conciliare queste priorità concorrenti, senza lasciare nessuna fazione pienamente soddisfatta ma evitando una rottura totale. I percorsi di qualificazione per Milano-Cortina 2026 sono già in corso, con l’inizio della serie di qualificazione olimpica dell’ISU prevista per settembre 2025.
I pattinatori russi Sofia Samodurova e Artur Danielian, che hanno gareggiato in modo neutrale a Milano, hanno segnalato l’intenzione di rientrare nel circuito globale, sebbene nessuno dei due sia stato ufficialmente nominato nel roster del 2026. Anche i pattinatori bielorussi, tra cui la due volte campionessa europea Viktoriya Safonova, dovrebbero candidarsi con la stessa bandiera. La loro partecipazione dipende dal rispetto di rigorosi protocolli di verifica, compresi i controlli dei precedenti personali e l’adesione agli standard antidoping, che l’ISU si è impegnata a far rispettare rigorosamente.
Le reazioni al ritorno sono state divise. Il presidente dell’ISU Kim Jae-youl ha definito la decisione un ritorno all’“unità sportiva”, sottolineando la necessità di “mantenere la politica fuori dallo sport”. Nel frattempo, il capo della Federazione ucraina di pattinaggio, Mykhailo Hlushchenko, ha definito la mossa “prematura”, sostenendo che “la neutralità senza responsabilità rischia di premiare l’aggressione”.
I Comitati Olimpici Europei hanno fatto eco alle preoccupazioni, sollecitando controlli più severi per prevenire lo sfruttamento della propaganda. Queste tensioni sottolineano il fragile equilibrio che l’ISU deve mantenere mentre si muove in un panorama in cui sport e geopolitica rimangono indissolubilmente legati. Le implicazioni di questa decisione vanno oltre il pattinaggio artistico.
Ciò solleva interrogativi su come altri sport gestiranno situazioni simili in futuro. L'approccio dell'ISU potrebbe servire da modello o da ammonimento, a seconda dei risultati dei Giochi di Milano-Cortina e dell'accoglienza più ampia da parte della comunità sportiva globale. In caso di successo, potrebbe incoraggiare altre federazioni ad adottare misure simili, rimodellando potenzialmente il panorama dello sport internazionale sulla scia di conflitti geopolitici.
Mentre il tempo scorre verso le Olimpiadi del 2026, la posta in gioco è alta. L’ISU non deve solo applicare le sue nuove normative, ma anche navigare nella complessa rete di relazioni internazionali che influenzano la partecipazione degli atleti. L’efficacia di queste misure sarà esaminata attentamente, mentre il mondo osserva per vedere se questo esperimento di neutralità sportiva può coesistere con le tensioni geopolitiche in corso che hanno fratturato lo sport globale.
Cosa accadrà dopo: l’ISU pubblicherà criteri di ammissibilità dettagliati entro il 30 giugno 2025, inclusi i protocolli di verifica degli atleti e le sanzioni per le violazioni. Le prime competizioni neutre con il nuovo status sono previste nell’ottobre 2025, con Milano-Cortina 2026 che fungerà da debutto ad alto rischio. Le federazioni di Russia e Bielorussia si sono impegnate a conformarsi, ma il controllo si intensificherà man mano che i posti di qualificazione si restringono.
La capacità dell’ISU di far rispettare le proprie regole senza alienare le principali parti interessate sarà la prova definitiva di questo esperimento di neutralità sportiva. Leggi su NewsData.io
Il ritorno dei pattinatori russi e bielorussi sotto uno status neutrale segnala una fragile distensione nella politica sportiva globale, mettendo alla prova i limiti della neutralità in un’era di guerra. Per il pattinaggio artistico – uno sport in cui l’identità nazionale e il prestigio sono strettamente intrecciati con le prestazioni – la mossa rischia di frammentare la fiducia dei fan e di riaprire i dibattiti sul fair play rispetto al compromesso geopolitico. Costituisce inoltre un precedente per altri organismi sportivi che affrontano divieti simili, rimodellando potenzialmente i paesaggi competitivi e i percorsi degli atleti per anni. La scommessa dell’ISU potrebbe ripristinare una parvenza di normalità o approfondire divisioni che potrebbero sopravvivere alla guerra stessa.
NewsData.iofranceinfo.frDi franceinfo: sport30 giu, 11:53french
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