Ruben Love farà il suo debutto con gli All Blacks nella metà campo quando la Nuova Zelanda affronterà la Francia a Christchurch sabato, con l'allenatore Dave Rennie che scommette sulla coesione del club degli Hurricanes per smorzare l'attacco dei Les Bleus. Love, 23 anni, sostituisce Beauden Barrett al numero 10, ereditando le redini del regista per l'apertura del Nations Championship mentre gli All Blacks cercano una vittoria decisiva davanti al pubblico di casa. La Francia ha risposto richiamando il record di mete Damian Penaud nel XV titolare, accoppiandolo con il trequartista del Bordeaux-Begles Matthieu Jalibert nella linea di fondo per la prima volta dal 2022.
La mossa sottolinea l’intenzione della Francia di sfruttare le vulnerabilità difensive della Nuova Zelanda, con la minaccia di meta di Penaud e i calci tattici di Jalibert pronti a mettere alla prova l’inesperta linea di fondo degli All Blacks. Il Bordeaux-Begles, il club francese con il maggior numero di giocatori nella rosa della giornata, fornisce quattro titolari, tra cui il pilone Jean-Baptiste Gros e il flanker Alexandre Roumat. La formazione titolare degli All Blacks si basa fortemente sul personale degli Hurricanes, con Jordie Barrett che passa al ruolo di terzino e Ardie Savea che mantiene la carica di capitano.
La presenza di Savea e la spina dorsale vincitrice del titolo del Super Rugby Pacific 2023 degli Hurricanes mirano a imporre fisicità a una squadra francese a cui mancano i giocatori chiave di Tolosa e Montpellier. La panchina della Nuova Zelanda include il blocco dei Crusaders Sam Whitelock, di ritorno per il suo 150esimo test, e il difensore degli Highlanders Josh Ioane, che potrebbe dare ritmo a fine partita. La battaglia per la selezione nella metà campo riflette un cambiamento più ampio nella pianificazione della Nuova Zelanda.
L’elevazione di Love segnala la volontà di dare priorità alla forma rispetto all’eredità, soprattutto con Barrett che assume un ruolo di mentore. Gli All Blacks hanno passato la settimana a praticare combinazioni costruite attorno al gioco di corsa istintivo di Love, sperando di allungare la difesa del centrocampo francese e creare discrepanze per le ali Mark Telea e Leicester Fainga'anuku. La dipendenza della Francia dai talenti del Bordeaux-Begles parla anche di un’evoluzione strutturale nella sua pipeline di giocatori.
Con Tolosa e Montpellier indisponibili, l'allenatore Christophe Dominici si è appoggiato alla continuità di un unico club, puntando su sistemi condivisi per compensare l'assenza di potere da star. La partnership di Jalibert con Penaud, forgiata nelle competizioni nazionali, offre alla Francia un asse offensivo già pronto in grado di punire le letture difensive lente. Rennie ha definito la selezione come una dichiarazione di intenti: "Dobbiamo avere fiducia nel gruppo che abbiamo messo insieme.
La forma di Love per gli Hurricanes è stata eccezionale e abbiamo bisogno di quella creatività contro una linea di fondo di livello mondiale". Il Ct della Francia Christophe Dominici ha ribattuto: "Il ritorno di Penaud aggiunge un'altra dimensione. Siamo qui per attaccare e useremo ogni arma a nostra disposizione".
La posta in gioco va oltre la partita stessa. Per la Nuova Zelanda, questo è il primo vero test di ricostruzione che li ha visti allontanarsi dall’era Barrett, con la scelta di Love un chiaro segnale che il sindacato è disposto a sostenere i giovani e la forma del club rispetto a nomi consolidati. Il successo degli Hurricanes nel Super Rugby nel 2023 ha dato a Rennie un modello: un gruppo affiatato che capisce i movimenti degli altri, un modello che sta cercando di replicare a livello internazionale.
Nel frattempo, la dipendenza della Francia dal Bordeaux-Begles riflette un approccio pragmatico alla costruzione della squadra, dando priorità alla coesione rispetto al potere delle star quando i migliori club non possono rilasciare giocatori. Questo incontro evidenzia anche le filosofie contrastanti del rugby moderno. Il modello della Nuova Zelanda, costruito sulla coesione dei club e sullo sviluppo dei giovani, contrasta con la dipendenza della Francia dalla brillantezza individuale e dalla flessibilità tattica.
Lo scontro a Christchurch rivelerà quale filosofia regge sotto pressione, con entrambe le squadre che utilizzeranno il Campionato per Nazioni come banco di prova per le rispettive visioni. Cosa accadrà dopo: il risultato di Christchurch darà il tono ad entrambe le squadre nel Nations Championship, con gli All Blacks che cercheranno di convalidare la loro rivoluzione giovanile e la Francia che punterà a dimostrare la propria profondità senza i migliori giocatori del club. Il risultato si ripercuoterà sui dibattiti sulla selezione e sulla pianificazione della squadra, in particolare se il debutto di Love avrà l’impatto che Rennie si aspetta. Leggi su The 42 (Ireland)