Il jolly britannico Arthur Fery ha scavato a fondo per cancellare un deficit del primo set e sopravvivere allo svedese Otto Virtanen 4-6, 6-3, 6-4, 6-2 sul campo centrale, assicurandosi un posto per il terzo turno a Wimbledon. La reazione di Fery ha preservato la più debole fiamma britannica a SW19, arrivando dopo che la corsa jolly di Katie Swan si è conclusa in modo enfatico. L'inglese, numero 185 in classifica, è stato spazzato via 6-1, 6-2 dalla dodicesima testa di serie Madison Keys in 53 minuti, un disallineamento che ha sottolineato la volatilità delle wildcard.
Il contingente britannico è ora composto da soli quattro giocatori nel tabellone principale – il numero più basso dai Campionati del 1988 – dopo l’uscita di Swan e le precedenti sconfitte di Jodie Burrage e Heather Watson. Solo Andy Murray e Cameron Norrie rimangono del gruppo testa di serie, i loro progressi sono le uniche ancore in un paesaggio altrimenti arido. Il livello basso di quest’anno accentua l’attenzione sui percorsi di sviluppo della Gran Bretagna.
Fery, al 185esimo posto e con una wildcard, è l'unico britannico senza testa di serie rimasto in entrambi i sorteggi di singolare, a ricordarci che il successo casalingo dipende ancora in gran parte da Murray e Norrie. Gli investimenti della LTA nei centri di base e di performance non hanno ancora prodotto il tipo di profondità necessaria a sostenere più corse nella seconda settimana, un punto sottolineato dall’ex numero 1 britannico Anne Keothavong nella sua valutazione del pool nazionale. Catherine, Principessa del Galles, ha assistito allo spettacolo della giornata, la sua presenza ricorda il prestigio globale di Wimbledon anche se le speranze casalinghe diminuiscono.
L’evento principale dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club continua a mettere in luce la fragilità del tennis britannico al di là dei suoi due migliori uomini. La reazione alla vittoria di Fery è stata immediata: Keothavong l’ha definita “una dichiarazione” per il tennis britannico, mentre lo stesso Fery ha ammesso che le condizioni “non erano facili” ma ha promesso di considerare il turno successivo come una “nuova partita”. La vittoria di Fery è stata costruita su un cambiamento tattico dopo il primo set.
Ha iniziato a dettare gli scambi con il dritto e ad accorciare i punti in risposta, trasformando il servizio di Virtanen in un’arma per il suo gioco. Al contrario, Swan non ha mai trovato un punto d’appoggio contro il potere di Keys, vincendo solo tre partite in due set: un chiaro esempio del divario tra l’élite del tour e il livello jolly. Il prossimo test di Fery, sia contro la coerenza di fondo di Ruud che contro lo stile a tutto campo di Coppejans, richiederà un aggiustamento simile.
Il contrasto tra la resilienza di Fery e la rapida scomparsa di Swan evidenzia i sottili margini del tennis, in particolare per quanto riguarda le wildcard. Mentre la capacità di Fery di adattarsi a metà partita mette in mostra il suo potenziale, la lotta di Swan contro un avversario di alto livello sottolinea le sfide legate a colmare il divario tra il successo nazionale e la competitività del Grande Slam. Questa dualità riflette questioni più ampie nel tennis britannico, dove le scoperte individuali rimangono sporadiche piuttosto che sistemiche.
Storicamente, le fortune della Gran Bretagna a Wimbledon sono state legate a una manciata di stelle. Il dominio di Murray negli anni 2010 ha mascherato le debolezze sottostanti, e il suo declino le ha messe in luce. La corsa di Fery, sebbene incoraggiante, è l’unico punto positivo in un torneo che altrimenti avrebbe messo a nudo la dipendenza della nazione dai suoi veterani.
La strategia a lungo termine della LTA deve essere esaminata attentamente poiché il gasdotto non riesce a produrre contendenti coerenti oltre il livello più alto. Cosa accadrà dopo: Fery affronterà Casper Ruud, quindicesima testa di serie, o il qualificato Kimmer Coppejans nel terzo turno, un test che determinerà se la narrativa britannica di Wimbledon si sposterà dalla sopravvivenza a qualcosa di più. Leggi su BBC Tennis