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title: "Jacobelli: «Mondiale 2026 è un sistema ipertrofico, la Fifa parli di soldi e discriminazioni»"
description: "Il giornalista italiano Xavier Jacobelli attacca il formato a 48 squadre, l’ipocrisia di Infantino e la condizione degli atleti iraniani in un’intervista esclusiva a Calcionews24."
url: https://sportopod.com/it-IT/cluster/jacobelli-sul-mondiale-un-sistema-ipertrofico-che-pensa-so-fae2defc
published: 2026-07-01T22:24:06.962+00:00
updated: 2026-07-01T22:24:06.962+00:00
author: "Kostadin Stamboliev"
publisher: "Pineido"
site: "Sportopod"
language: it
topics: ["soccer"]
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# Jacobelli: «Mondiale 2026 è un sistema ipertrofico, la Fifa parli di soldi e discriminazioni»

> Il giornalista italiano Xavier Jacobelli attacca il formato a 48 squadre, l’ipocrisia di Infantino e la condizione degli atleti iraniani in un’intervista esclusiva a Calcionews24.

Il giornalista italiano Xavier Jacobelli ha scagliato un duro attacco al Mondiale 2026 a 48 squadre, definendolo un «sistema ipertrofico» costruito solo per incassare soldi.

In un’intervista esclusiva a Calcionews24, Jacobelli ha criticato aspramente il formato espanso, accusando FIFA e presidente Gianni Infantino di ipocrisia e di ignorare le discriminazioni subite dagli atleti iraniani.

Jacobelli ha sottolineato che il torneo, con il suo allargamento a 48 squadre, rischia di diventare un evento puramente commerciale, svuotato di valore sportivo. «La Fifa pensa solo ai soldi», ha dichiarato, aggiungendo che le battute di Infantino su un futuro Mondiale a 64 squadre sono fuori luogo quando ci sono questioni serie da affrontare.

Secondo Jacobelli, il presidente FIFA dovrebbe concentrarsi sulle discriminazioni contro gli atleti iraniani, un tema che ritiene sia stato sistematicamente ignorato.

La sua analisi non si ferma al formato: Jacobelli evidenzia come l’espansione abbia già costretto federazioni minori a rinunciare a risorse preziose per partecipare, con costi di viaggio e logistica moltiplicati per le squadre provenienti da continenti come Africa e Asia.

L’analisi di Jacobelli non risparmia nemmeno le prestazioni delle squadre.

Ha elogiato le prime uscite di Inghilterra, Francia e Argentina, definendo Lionel Messi, Erling Haaland e Harry Kane come giocatori che stanno rispettando le aspettative.

Tuttavia, la sua critica principale rimane rivolta alla governance del torneo: «Un sistema che si gonfia solo per il profitto non può durare».

Il giornalista sottolinea che la Fifa, sotto la guida di Infantino, ha trasformato il Mondiale in un business senza eguali, ma senza garantire un equilibrio tra crescita economica e integrità sportiva.

Le federazioni africane e asiatiche, in particolare, pagano il prezzo di questa scelta, con budget ridotti e difficoltà organizzative crescenti.

Riguardo alle discriminazioni contro l’Iran, Jacobelli ha chiesto a FIFA di prendere posizione. «Non è accettabile che in un evento globale come il Mondiale ci siano atleti che subiscono discriminazioni senza che la Fifa intervenga», ha affermato.

La sua voce si unisce a quella di altri osservatori che chiedono maggiore responsabilità alla federazione internazionale.

Jacobelli ricorda come la situazione degli atleti iraniani sia solo l’esempio più eclatante di una gestione opaca, dove diritti umani e trasparenza rimangono slogan vuoti.

C’è poi un altro aspetto critico sollevato da Jacobelli: l’effetto domino del formato espanso sulla qualità delle partite.

Con 48 squadre in campo, le squadre meno competitive si trovano a giocare partite con squilibri tecnici marcati, riducendo l’attrattiva sportiva del torneo.

Jacobelli cita esempi di squadre che, pur avendo ottenuto la qualificazione, faticano a mantenere un livello dignitoso, costringendo gli organizzatori a programmare turni preliminari più lunghi e meno competitivi.

Questo allungamento del torneo, secondo il giornalista, non solo diluisce l’intensità delle partite, ma rischia di svuotare di significato la stessa idea di «competizione globale».

Il giornalista italiano non risparmia critiche nemmeno al sistema di qualificazione, che sta diventando sempre più selettivo e inaccessibile per le realtà calcistiche emergenti.

Jacobelli sottolinea come l’espansione abbia creato una gerarchia tra le squadre: quelle già consolidate ottengono automaticamente vantaggi economici e mediatici, mentre le altre devono lottare per un posto che, in molti casi, si traduce in un’esperienza di partecipazione più che di competizione vera.

Questo meccanismo, secondo Jacobelli, rischia di trasformare il Mondiale in un torneo a due velocità, dove la qualità sportiva diventa un optional.

Riguardo alle reazioni, Jacobelli ha ricordato come la sua posizione non sia isolata. «Ci sono colleghi e addetti ai lavori che condividono le mie preoccupazioni, ma pochi hanno il coraggio di dirlo apertamente», ha dichiarato.

La sua intervista arriva in un momento in cui la Fifa deve già affrontare pressioni da parte di sponsor e federazioni per una revisione delle politiche di governance, rendendo le sue parole ancora più rilevanti.

Le critiche di Jacobelli si inseriscono in un dibattito più ampio sul futuro del calcio, dove la crescita economica rischia di soffocare la tradizione sportiva.

Cosa succederà ora?

La critica di Jacobelli potrebbe alimentare ulteriori dibattiti su come FIFA gestirà le prossime edizioni del torneo, soprattutto in tema di diritti umani e trasparenza.

Se la pressioni cresceranno, Infantino potrebbe essere costretto a rispondere pubblicamente non solo sulle questioni economiche, ma anche su quelle sociali che Jacobelli ha riportato alla luce.

La sua intervista arriva in un momento in cui la Fifa deve già affrontare pressioni da parte di sponsor e federazioni per una revisione delle politiche di governance, rendendo le sue parole ancora più rilevanti.

## Why this matters

Jacobelli offre una prospettiva italiana diretta e critica sull’espansione commerciale del Mondiale 2026 e sulla gestione delle discriminazioni contro gli atleti iraniani. La sua voce si aggiunge al coro di chi chiede maggiore trasparenza a FIFA e Infantino, mettendo in discussione l’integrità del torneo e la leadership del presidente svizzero. Le sue critiche non si limitano al formato, ma estendono a un modello di sviluppo che rischia di marginalizzare le realtà calcistiche meno abbienti, rendendo il Mondiale un evento sempre più asimmetrico. Il suo intervento arriva in un momento cruciale, quando la Fifa deve bilanciare crescita economica e responsabilità sociale, e le sue parole potrebbero spingere verso una revisione delle politiche di governance che vada oltre il mero profitto.

## Frequently asked

### Chi è Xavier Jacobelli e perché la sua opinione conta?

Xavier Jacobelli è un giornalista sportivo italiano con decenni di esperienza nel calcio internazionale. Le sue critiche al Mondiale 2026 e alla gestione di FIFA e Infantino arrivano da una prospettiva insider, rara nel panorama mediatico attuale.

### Cosa critica Jacobelli nello specifico riguardo al formato del Mondiale 2026?

Jacobelli definisce il formato a 48 squadre un «sistema ipertrofico» che esiste solo per massimizzare i profitti, senza considerare l’impatto sportivo e organizzativo. Lo considera una scelta puramente commerciale che penalizza le federazioni minori.

### Quali sono le accuse di Jacobelli verso Gianni Infantino?

Jacobelli accusa Infantino di fare battute sulla possibile espansione a 64 squadre, invece di affrontare temi seri come le discriminazioni subite dagli atleti iraniani durante il torneo. Lo definisce ipocrita e distaccato, incapace di governare con equilibrio.

### Quali squadre e giocatori Jacobelli ha elogiato nell’intervista?

Jacobelli ha elogiato le prestazioni iniziali di Inghilterra, Francia e Argentina, sottolineando che stelle come Lionel Messi, Erling Haaland e Harry Kane stanno rispettando le aspettative.

### Perché le discriminazioni contro l’Iran sono un tema centrale nella critica di Jacobelli?

Jacobelli chiede a FIFA di affrontare pubblicamente le discriminazioni subite dagli atleti iraniani durante il torneo, un tema che ritiene sia stato ignorato in favore di una narrazione puramente commerciale del Mondiale.

### Come l’espansione a 48 squadre impatta le federazioni minori?

Jacobelli evidenzia che l’allargamento del torneo ha moltiplicato i costi di viaggio e logistica per squadre africane e asiatiche, costringendo federazioni meno ricche a rinunciare a risorse preziose per partecipare.

## Sources & Citations

- [Jacobelli sul Mondiale: «Un sistema ipertrofico che pensa solo ai soldi. Fifa eviti battute: Iran discriminata»](https://www.milannews24.com/jacobelli-mondiale-intervista/) — MilanNews24 (2026-06-18)

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Cite: Jacobelli: «Mondiale 2026 è un sistema ipertrofico, la Fifa parli di soldi e discriminazioni». Sportopod, 2026-07-01. https://sportopod.com/it-IT/cluster/jacobelli-sul-mondiale-un-sistema-ipertrofico-che-pensa-so-fae2defc