La nazionale giapponese ha perso contro il Brasile 1-2 nel primo turno della fase finale della Coppa del Mondo FIFA 2026 America Settentrionale e Centrale. La partita si è trasformata in una rimonta nei tempi di recupero nel secondo tempo, provocando onde d'urto sia a livello nazionale che internazionale. Tuttavia, la sequenza dei gol è stata sorprendentemente simile a quella dei quarti di finale della Coppa d'Asia AFC 2024 contro l'Iran.
I gol iniziali sono arrivati al 28° minuto (contro l'Iran) e al 29° minuto (contro il Brasile), i gol del pareggio sono arrivati al 55° minuto (Iran) e al 56° minuto (Brasile), e i gol in rimonta sono arrivati al 95° minuto (Iran) e al 96° minuto (Brasile), tutti con una differenza di un minuto. Inoltre, anche la posizione del giocatore che ha segnato il primo gol era la stessa. Alla Coppa d'Asia del 2024, il centrocampista Hidemasa Morita ha segnato al 28', e alla Coppa del Mondo 2026, il centrocampista Kaishu Sano ha segnato al 29'.
Entrambi erano dribbling solitari dalla zona centrale, che servivano come punti di partenza per la linea offensiva di centrocampo. Questa partita è diventata un argomento caldo tra i tifosi e i media. Un funzionario della Federcalcio giapponese ha sottolineato che "sono emerse rigidità tattica e debolezze mentali" e la squadra è stata costretta a riconsiderare il ruolo dei centrocampisti e l'equilibrio difensivo.
In particolare, la sfida è bilanciare la funzione del centrocampista difensivo come punto di partenza offensivo e l’equilibrio in difesa. Da un punto di vista tattico, entrambe le partite hanno visto le opzioni offensive del Giappone limitate a centrocampo e sono state lente a rispondere alla pressione dell'avversario. Nella partita contro l'Iran, la squadra iraniana ha allestito un press alto a centrocampo e ha immediatamente impedito a Hidemasa Morita di sfondare, ma nella partita contro il Brasile, lo stesso press è stato ritardato, permettendo a Kaishu Sano di dribblare.
Ciò ha evidenziato una mancanza di varietà offensiva e velocità di transizione. Inoltre, la sua fragilità mentale si è manifestata in una perdita di concentrazione nelle fasi finali della partita. Lo spostamento errato della linea difensiva dopo il 95' e l'atteggiamento dei giocatori prima del gol subito dopo aver consentito la rimonta ricordano il "crollo nei minuti finali" visto nei grandi palcoscenici del passato.
Ciò suggerisce la necessità di rafforzare la resilienza psicologica della nazionale giapponese. La coincidenza di queste due partite è più che una coincidenza. Non solo gli schemi di punteggio sono perfettamente sincronizzati minuto per minuto, ma anche le posizioni e gli stili di gioco dei giocatori che segnano sono gli stessi.
Ciò suggerisce che le sfide tattiche che la nazionale giapponese deve affrontare potrebbero essere strutturali. Entrambi i giochi hanno rivelato una struttura in cui gli attacchi del centrocampo sono concentrati su giocatori specifici come Hidemasa Morita e Kaishu Sano, e se questi giocatori vengono bloccati, l'attacco diventa inefficace. Inoltre, questo modello si sovrappone anche al modello storico di sconfitte della nazionale giapponese.
Il flusso e il tempismo dei gol sono molto simili agli esempi passati, come la partita della Coppa del Mondo 2018 contro il Belgio in cui hanno concesso una rimonta nei tempi di recupero nel secondo tempo, e la partita della Coppa del Mondo 2022 contro la Spagna in cui hanno subito un gol nei tempi di recupero. Questa è la prova che la nazionale giapponese ha un problema strutturale di debolezza negli "ultimi minuti" sul grande palco. L'uscita della Nazionale giapponese dai Mondiali non è solo una sconfitta.
I parallelismi con la Coppa d’Asia del 2024 mostrano sfide tattiche e fragilità mentale. Alla luce di questo fatto, c’è un’urgente necessità di ricostruzione per il prossimo grande palcoscenico. In particolare, occorre diversificare le partenze offensive del centrocampo e ricostruire gli equilibri difensivi, che avranno un impatto anche sullo sviluppo dei giovani.
Un membro del comitato tecnico della Federcalcio giapponese ha detto: "Non è solo una coincidenza che non coincidano solo i tempi dei gol, ma anche i movimenti e le posizioni dei giocatori", sottolineando la mancanza di flessibilità tattica e problemi mentali tra i giocatori. Il comitato ha affermato: "D'ora in poi, dobbiamo diversificare i giocatori da utilizzare a centrocampo e apportare miglioramenti tattici per evitare gol subiti nei tempi di recupero". Cosa ci aspetta: dopo la sconfitta della squadra ai Mondiali del 2026, si prevede che la Federcalcio giapponese inizierà a selezionare il prossimo allenatore della nazionale e a riformare le tattiche.
Per interrompere lo schema delle ripetute sconfitte nel biennio tra Coppa d'Asia e Mondiale, le priorità principali saranno diversificare le basi offensive a centrocampo e ricostruire l'equilibrio difensivo. Inoltre, il programma di allenamento per i giovani giocatori si concentrerà sul mantenimento della concentrazione durante i tempi di recupero e sul rafforzamento della loro salute mentale. La prossima grande tappa saranno le qualificazioni alla Coppa d’Asia del 2027, e i risultati di questa riforma saranno messi alla prova. Leggi su Football Channel